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Cosa può fare il tutor dell'apprendimento con gli adulti

In questo articolo presentiamo una delle attività svolte all'interno dello studio. 

Si tratta del lavoro svolto dalla tutor dell’apprendimento con un giovane adulto, che chiameremo Antonio; un lavoro un po' diverso da quello che comunemente fa il tutor dell’apprendimento ma che grazie all'individuazione e all'uso di misure compensative, è riuscito ad aiutare Antonio nelle sue difficoltà lavorative e, conseguentemente, a rinforzare la sua autostima e il suo senso di autoefficacia.

L'obiettivo del lavoro si è focalizzato su due punti principali: 

  • la creazione di una routine lavorativa sostenibile
  • l’individuazione di strumenti compensativi e dispensativi per facilitare l’autonomia sul posto di lavoro

    Gli Strumenti Utilizzati: Semplicità e Funzionalità

  • Planning settimanale: utile per visualizzare e distribuire in modo equilibrato gli impegni lavorativi ed extra-lavorativi.
  • Calcolatrice: fondamentale per gestire il conteggio dei prodotti da stoccare. Antonio ha iniziato raggruppando fisicamente cinque unità alla volta, automatizzando progressivamente il processo fino a riuscire a effettuare raggruppamenti mentali.
  • Mappa della postazione di lavoro: progettata per ottimizzare i movimenti e semplificare il flusso operativo.
  • Sottolineatura e simboli: impiegati per mantenere il punto all’interno delle liste di attività, sia su supporto cartaceo che digitale.
  • Post-it con sequenze operative: pensati per accompagnarlo durante le consegne, riducendo l’ansia da dimenticanza e aumentando la sicurezza.

I Risultati: Autonomia, Relazioni e Gestione dell’Ansia

Dopo sei mesi di lavoro, Antonio è riuscito a gestire autonomamente le attività lavorative, migliorando l’efficienza e instaurando relazioni più positive con i colleghi. Un altro risultato importante è stata la riduzione dell’ansia legata alla gestione degli ordini, che in passato lo portava a commettere errori per la fretta.

La possibilità di portare a termine i compiti senza supervisione ha rafforzato la sua self-efficacy, permettendogli di collaborare alla pari con gli altri.

Le leve su cui si è lavorato:

  • La motivazione personale, spesso molto forte nei giovani adulti consapevoli delle proprie fragilità
  • L’incremento dell’autonomia nello studio e nel lavoro
  • L’attivazione di canali di apprendimento alternativi, finora trascurati o non valorizzati

Questo caso dimostra come un intervento mirato possa trasformare le difficoltà in opportunità di crescita, restituendo fiducia e competenze a chi, per troppo tempo, ha vissuto il proprio percorso con fatica e insicurezza.